La donna e il suo ruolo pubblico: un passo avanti, un passo verso se stessa

La donna e il suo ruolo pubblico: un passo avanti, un passo verso se stessa

Il ruolo pubblico di una donna è ben altro rispetto al noto “passo indietro” e riguarda anche la sua capacità di parlare in pubblico.

Sono proprio di questi giorni le polemiche suscitate da alcune dichiarazioni rilasciate da Amadeus, il noto presentatore televisivo che condurrà Sanremo e che ha sostenuto come sia apprezzabile il ruolo della donna che in pubblico si limita a “fare un passo indietro” rispetto al proprio compagno di vita.

Il lavoro che sto portando avanti con questa rubrica su La ricchezza delle donne ha come obiettivo quello di rendere le donne più consapevoli del proprio ruolo sociale e del proprio valore personale, di fornire strumenti di riflessione utili per l’autodeterminazione della donna e per permetterle di prendere decisioni (anche finanziarie e patrimoniali) utili per il suo sviluppo.

L’idea che il valore di una donna sia solo quello di “fare un passo indietro” rispetto all’uomo è non soltanto grossolana e antiquata, ma anche miope: non si accorge chi parla in questo modo dei movimenti spontanei, delle organizzazioni, delle azioni concrete che stanno rendendo il tema del gender gap e della gender equality un tema di sviluppo, su cui misurare l’avanzamento sociale e culturale di un paese?

Tuttavia, dai numerosi studi che vengono prodotti periodicamente al riguardo, è chiaro che ancora molto deve essere fatto: se penso al settore in cui lavoro, quello finanziario, la questione del gender gap è ancora una questione non risolta. Ma più si uniscono le forze e più si cresce in consapevolezza. Questa rubrica ha proprio questo fine.

Uno dei temi sicuramente importanti da affrontare, quando si parla del ruolo pubblico della donna, è quello del public speaking, del parlare in pubblico. Ho letto recentemente un interessante libro (di cui esiste solo la versione in inglese), How to own the room, scritto da Viv Groskop, e che affronta il tema del parlare in pubblico da una prospettiva diversa rispetto al solito: l’autrice infatti si focalizza non tanto su ciò che devi dire quando ti trovi in pubblico, ma su cosa devi fare quando, pur dovendo parlare in pubblico, proprio non riesci a farlo. Quindi, come uscire dall’ansia in questi casi e come, nonostante tutto, essere padrona della stanza? Di seguito, ho individuato alcuni riflessioni del libro, che ritengo preziose:

  • Quando ti trovi con un pubblico davanti, devi liberarti di tutte le costruzioni mentali che ti sei creata e affrontare il pubblico. Sei davvero davanti a un pubblico, non è una finzione;
  • Devi convincerti che puoi farcela, anche se sei preda dell’ansia, perché l’ansia fa parte della vita, in fin dei conti, e non è possibile eliminarla del tutto, ma gestirla è possibile;
  • Devi fare i conti non solo con ciò che dici e che non dici, ma anche con ciò che comunichi al di là delle parole (con i gesti, lo sguardo, il sorriso…);
  • Utilizza il tuo vocabolario, la retorica adatta per te. Non imitare altre donne, né tantomeno altri uomini.

Il libro fornisce alcuni strumenti di retorica adatti per una donna, e sottolineo questo punto perché a lungo alla donna è stato impedito di parlare in pubblico: sviluppare un proprio vocabolario, che attinga agli elementi più caratteristici del modo di pensare e sentire di una donna, ha secondo me un grande valore. Una donna è così facilitata nel crearsi le proprie opportunità attraverso il linguaggio che più le somiglia. D’altronde, la leadership ormai non è più considerata come effetto della forza o dell’autorità, ma della creatività, dell’intuizione, della flessibilità e dell’intelligenza – caratteristiche normalmente riconosciute alla donna.

Mi piace concludere questo articolo con una frase tratta dal libro, che considero illuminante. “Non c’è discriminazione contro l’eccellenza” – e le donne sanno bene come eccellere.