Il cibo: energia di vita e motore dello sviluppo economico

Il cibo: energia di vita e motore dello sviluppo economico

Troppo cibo buono è peggio di troppo poco cibo cattivo. (Proverbio ebraico)

 

Ogni anno il problema della malnutrizione coinvolge le vite di circa 3 milioni di bambini sotto i 5 anni e impatta sull’econoia globale per miliardi di dollari in termini di perdita di produttività e costi sanitari.

Molti studi dimostrano che, incrementando la nutrizione nel periodo cruciale fra la gravidanza della donna e i primi due anni di vita del bambino, si riesce non solo ad aiutare milioni di bambini a crescere sani, ma anche a permettere una maggiore prosperità economica dei territori coinvolti.

Risalgono al 2012 i 6 obiettivi stabiliti dall’Organizzazione mondiale della sanità per aumentare l’attenzione sul tema della nutrizione, fra cui la malnutrizione, l’anemia, l’allattamento al seno e l’obesità. Gli obiettivi stabiliti, indicati nella tabella, hanno come orizzonte temporale di realizzazione il 2025: per esempio, si è stabilito di ridurre del 50% il numero di donne anemiche nel periodo di fertilità; oppure, di portare fino al 50%il tasso di allattamento al seno nei primi 6 mesi di vita del bambino.

Tuttavia, il problema che si deve affrontare è che, nonostante le morti per malnutrizione siano il 45% del totale delle morti di bambini sotto i 5 anni, le risorse a disposizione per i piani di sviluppo che sostengano questi obiettivi sono ancora ridotte. Le iniziative condotte da organizzazioni come la World Bank o la fondazione di Bill e Melinda Gates, volte a raccogliere fondi e a catalizzare investimenti mirati, sono tuttavia molto importanti. Ciò che viene sottolineato è che, attraverso investimenti sul cibo e sulla corretta alimentazione, lo sviluppo economico anche dei paesi più disagiati può essere favorito.

Tuttavia, il tema della nutrizione non riguarda solo la carenza di cibo, ma anche l’eccesso di cibo, e quindi malattie come l’obesità, che incide in termini di costi sanitari e di perdita di produttività come la piaga della malnutrizione. L’obesità, infatti, è in crescita: la prevalenza di bambini obesi è cresciuta dal 4,8% al 5,9% fra il 1990 e il 2018, un aumento di circa 9 milioni di bambini. Stesso discorso vale per gli adulti obesi – e l’obesità porta con sé problemi di salute, come il diabete, problemi cardiocircolatori, di cui poi gli stati e i sistemi sanitari devono farsi carico.

Il mondo finanziario è attento e presente anche in questo settore: sia con investimenti ESG, cioè sostenibili ed etici, in grado di individuare le aziende e le attività che, più di altre, siano capaci di ridurre i disagi della malnutrizione e di combattere l’obesità; ma anche, come nel caso specifico di cui ho deciso di parlare, di produrre (maggior) cibo grazie alla fotosintesi clorofilliana.

Tutti noi a scuola abbiamo studiato il processo della fotosintesi, attraverso cui la pianta verde, grazie all’energia solare, trasforma l’anidride carbonica in energia e ossigeno. Il problema della fotosintesi è che è un processo alquanto inefficiente, se si pensa a quanta energia solare viene utilzzata per generare energia e quanto in effetti viene dispersa: per questo, un gruppo di ricercatori del RIPE (Realizing Increased Photosyntetic Efficiency), un progetto che prevede la sperimentazione di un sistema di fotosintesi controllato per permettere ad alcuni tipi di colture, come il riso, la soia, il mais, di crescere più in fretta e aumentare la produttività.

Infatti, nonostante il paradosso di cui ho scritto sopra, e cioè che ancora milioni di bambini muoiono di fame ogni anno, stiamo assistendo a un incremento di richiesta di cibo che ci porterà, da qui al 2050, a un aumento di richiesta del 60%-70%, soprattutto se si considera che paesi in via di sviluppo avranno sempre più accesso a redditi più alti e quindi alla possibilità di comprare cibo. Per questo è importante studiare nuovi tipi di sviluppo tecnologico per il settore agricolo, aumentare le tipologie di semi per le colture che resistano alle intemperie e alle malattie.

In particolare, i ricercatori del RIPE (in cui ha investito lo stesso Bill Gates con la sua fondazione) hanno trovato un meccanismo in grado di mantenere costante il processo di fotosintesi delle piante, anche quando il sole è coperto dalle nuvole: il problema, infatti, in questi casi è che, in mancanza della piena luce solare, le piante non sono in grado di attivare il processo di fotosintesi e questo comporta un rallentamento nella crescita delle piante. Numerose sono le società già attive nel campo dell’innovazione tecnologica applicata all’agricoltura e alcune società di investimento hanno già da tempo iniziato a investire in questo settore, così importante soprattutto in alcune aree geografiche in via di sviluppo.

Per quanto riguarda la sperimentazione applicata alle piante con la fotosintesi, il percorso è considerato ancora lungo dai ricercatori perché possa diventare un’applicazione pratica in agricoltura. Ma i tempi sono maturi perché la ricerca e, soprattutto, la ricerca applicata abbiano sempre più spazio nelle nostre vite.

Anche di questo si occupa la finanza.