L'unione fa la forza: l'alleanza fra donne e il networking

L'unione fa la forza: l'alleanza fra donne e il networking

L'unione fa la forza: condividere idee e progetti e darsi supporto reciproco è davvero importante per una donna. Lo sviluppo del capitale sociale è infatti importante per una donna tanto quanto avere a disposizione un proprio capitale finanziario per autorealizzarsi. Ma quali sono le caratteristiche e gli elementi distintivi di una "women tribe"? Nel mio nuovo articolo anche questa settimana parlo di donne e de La ricchezza delle donne.

Seth Godin, nel suo libro “Tribù”, ha reso popolare questa parola, rendendola un concetto condiviso per intendere un gruppo di persone unito da un’idea, un movimento o un brand.

L’idea alla base del libro di Godin è tuttavia incentrata sul concetto di leadership, in grado di creare attorno a sé un gruppo di persone unite da una passione e desiderose di essere guidate.

Ma quando parlo di una tribù di donne, intendo altro – perché in realtà mi riferisco a quel sentimento di alleanza e partecipazione, in grado di dare supporto reciproco alle donne che vogliono autorealizzarsi.

In un ambito simile, l’aiuto che ciascuna donna dà alle altre è reciproco: in particolare, ciò che mi interessa evidenziare è che creare alleanze, fondate sull’obiettivo comune dell’autodeterminazione personale e professionale, permette alla donna di superare molte delle paure che spesso bloccano o condizionano la sua realizzazione.

Già altrove ho sottolineato come mettersi in contatto con altre donne che vivono gli stessi nostri problemi sul lavoro o in famiglia o che invece sono riuscite a realizzarsi a livello professionale o personale, ci permette di avere la misura di “dove siamo” e di quanta strada dobbiamo percorrere per raggiungere i nostri obiettivi: ma soprattutto, anche con quali mezzi raggiungere i nostri obiettivi.

Lo sguardo su noi stesse passa attraverso lo sguardo che le altre (o gli altri) ci rimandano: il nostro senso di inadeguatezza, per esempio, potrebbe dipendere più da vecchi schemi del passato che non da come in realtà gli altri ci vedono. Ma dobbiamo metterci nelle condizioni di farci guardare (in senso stretto, ma anche in senso lato, cioè farci capire dagli altri) e di guardare chi ci circonda.

Per una donna, trovare una comunità di donne con cui avere relazioni genuine e autentiche è di grande stimolo, soprattutto se in tal modo è in grado di uscire dalla sua zona di conforto: è solo così, infatti, che riusciamo a crescere e a sviluppare nuove competenze.

Di certo, una women tribe non implica che gli uomini siano esclusi: tuttavia, di solito una valida rete di relazioni include non tanto una rappresentanza equilibrata di entrambi i sessi, quanto una presenza trasversale di persone che provengono da diversi settori economici, diversi percorsi formativi, con differenti competenze e molto altro ancora.

Una cosa è vera: le donne hanno bisogno di competenze e di un capitale personale per crescere e investire su stesse, ma anche il capitale sociale è importante – forse, il più importante.

Ognuno di noi ha bisogno di aiuto, ma poche donne hanno davvero compreso l’importanza delle relazioni. Mi piacerebbe che vivessimo tutti in un modo in cui la meritocrazia prevale, ma purtroppo così non è (salvo in alcuni, limitati contesti): viviamo in un mondo basato ancora soprattutto sul passaparola, quindi la domanda che dobbiamo porci non è tanto chi conosco, quanto chi mi conosce.

Uno studio del 2016 condotto da PricewaterhouseCoopers dimostra che gli uomini si relazionano di più in attività di networking di quanto non facciano le donne – e, se è vero che la maggior parte dei ruoli di vertice sono affidati tramite azioni di referrals, allora è vero che le donne, limitando la propria azione di networking, limitano anche la loro possibilità di essere indicate per ruoli importanti e raggiungere il successo.

Ovviamente, la parola “successo” ha molteplici declinazioni: ciò che ritengo importante è che, anche attraverso una valida attività di networking, ciascuna individui il tipo di vita che le somiglia di più.

Esistono molti esempi di women tribes, esempi di alleanze operative nate con lo scopo di supportare e dare voce al potere delle donne di incidere positivamente sulla vita sociale, economica e culturale.

Uno di questi è il progetto “Superwomen”, realizzato dalla stilista Rebecca Minkoff che, attraverso il suo podcast, dà voce a donne di successo, che rivestono vari ruoli nella società, ma che sono accomunate da un tratto comune: credono nel potere delle donne, come individui ma anche come rete di connessione.

“Il successo di ciascuna donna è il successo di tutte le donne”: è questa una delle frasi che più mi ha colpito sull’homepage del sito della Minkoff.

In italia, un esempio riuscito di women tribe è rappresentata dall’associazione Young Women Network, che si occupa di networking, mentoring e formazione, ed è attiva sia su Milano che su Roma.