Stand alone your own way: essere l'unica donna in una stanza di uomini

Stand alone your own way: essere l'unica donna in una stanza di uomini

Quando si è donna in un contesto di soli uomini, è importante restare fedeli al proprio modo di essere. Nei contesti in cui le donne rappresentano la minoranza, il rischio di copiare atteggiamenti lontani dal proprio modo di essere è alto, soprattutto perché mancano modelli di riferimento da seguire. Esiste tuttavia un modo adatto per una donna che le permetta di essere leader her own way? Nel mio nuovo articolo ne parlo e individuo 3 strumenti utili per una donna che voglia raggiungere il successo, restando fedele al suo modo di essere. Anche questa è La ricchezza delle donne.

Nel mio lavoro di consulente finanziario, mi capita spesso di partecipare a riunioni in cui il numero di donne è drasticamente basso o di andare a pranzo solo con colleghi uomini.

La sensazione di sentirti una outsider è spesso più di una sensazione: di certo, una donna in un contesto a prevalenza maschile non passa inosservata, e questo ha i suoi benefici, soprattutto se raggiungi meglio e prima degli altri gli obiettivi. Ma ha anche i suoi aspetti negativi, soprattutto quando manchi quegli obiettivi.

D’altronde, modelli di riferimento per una donna in un contesto a prevalenza maschile sono piuttosto rari e il rischio, nel caso in cui la donna ambisca a posizioni di vertice, è di ricalcare modelli comportamentali che non le appartengano.

Per questo ho deciso di intitolare questo articolo “Stand alone your own way”: vale a dire, una volta constatato che la tua presenza in un certo contesto è una presenza di minoranza, resta fedele a ciò che sei, segui il tuo modo di essere, your own way. È l’unico modo per ottenere il tuo successo.

Ma che cosa significa in pratica questo seguire your own way? E perché è così importante?

Rispondo partendo dalla seconda domanda: come ho chiarito negli articoli delle scorse settimane, il contesto sociale ed economico attuale ha ancora difficoltà ad accettare le donne non solo al vertice di aziende e con ruoli apicali, ma anche come imprenditrici. Si accetta che una donna sia generatrice di vita, si fa più difficoltà ad accettare che sia anche generatrice di ricchezza.

In un contesto simile, non stupisce che le donne siano condizionate, nel considerare se stesse e nel costruire (quando è possibile) le proprie carriere, da pregiudizi e da un senso di inadeguatezza ben radicato. Il fatto di rappresentare una minoranza in alcuni contesti è ancora considerata dalle donne come uno svantaggio, nonostante i dati dimostrino il contrario (e cioè che le società con le donne al vertice, che possono offrire il proprio punto di vista per affrontare e risolvere problemi, trovare soluzioni per la crescita e lo sviluppo dell’azienda sono più competitive): secondo una ricerca di McKinsey, le aziende più inclusive negli ultimi anni sono state anche le aziende che hanno prodotto più profitto, sono riuscite a intercettare professionisti con competenze migliori e sono riuscite a individuare meglio l’orientamento di acquisto dei consumatori. Penso ad aziende come Pepsi Cola, con la ad Indra Nooyi, o la Xerox che avuto per molti anni come ad Ursula Burns.

Il mio intento, con la serie di articoli su “La ricchezza delle donne",è proprio quello di dare una visione più ampia del contesto in cui le donne si trovano a operare e fornire gli strumenti per rendere più consapevole e libero da pregiudizi il nostro ruolo nella società.

Ma torniamo alla domanda: che cosa significa seguire your own way?

Quando una donna definisce i propri obiettivi, credo sia importante che li realizzi seguendo la propria natura e non copiando lo stile di leadership del “grand’uomo”: la mentalità del “grand’uomo” è quella dell’uomo-solo-al-vertice, quella dell’unico vincitore. Come se il raggiungimento del successo fosse una caccia alla preda, gli uomini in genere vogliono dominare il mercato, eliminare i rivali ed essere al vertice, da soli.

Ma questa visione del leader come un eroe che vince da solo è molto lontana dalla realtà, perché nessuno raggiunge il successo da solo. Eppure condiziona ancora in molti, soprattutto quando in situazioni difficili sarebbe più utile chiedere l’aiuto e la collaborazione di altri, piuttosto che pretendere di fare tutto da soli: in particolare, il condizionamento è più forte quando sono le donne a trovarsi in difficoltà, a dover fare i conti con le proprie paure e i propri dubbi, perché questo dimostrerebbe la loro inadeguatezza al comando.

Esiste quindi un modo di essere leader per una donna che sia in linea con il suo modo di essere e di vedere il mondo e le relazioni? Credo di sì, e credo che anche gli uomini in grado di aprirsi a un approccio di leadership meno centrato sulla sfida, e più orientato all’inclusione, potranno beneficiarne.

Ho individuato a tal riguardo 3 strumenti utili per interpretare il ruolo di una donna al vertice che segua her own way:

  • Usa un linguaggio che rispecchi il tuo modo di sentire
 
  • Ascolta il tuo intuito, oltre che il parere di chi ti circonda
 
  • Crea alleanze con altre donne

 

Di ciascuno di essi parlerò nel dettaglio nei prossimi articoli.