Una pianificazione tutta per sé

Una pianificazione tutta per sé

L’autonomia personale e la consapevolezza di se stessa rendono la donna padrona della propria vita (e dei propri soldi). Nel mio articolo apparso sul numero di ottobre della rivista mensile di Wall Street Italia, parlo di donne e pianificazione finanziaria.

Sono passati più di novant’anni da quando, nel 1928, la scrittrice Virginia Woolf tenne due conferenze in cui parlò del rapporto fra donna, letteratura e autonomia personale (confluite poi nel saggio “Una stanza tutta per sé”), eppure ancora oggi molti pregiudizi culturali e sociali coinvolgono l’universo femminile, anche nel mondo finanziario, evidenziando quanto la pianificazione finanziaria orientata alla donna sia ancora in fase di sviluppo.

In una ricerca condotta dal Museo del Risparmio in collaborazione con Episteme, la percentuale di donne che dichiara di occuparsi attivamente della gestione delle finanze è piuttosto limitata. L’indagine evidenzia alcuni dati rilevanti: solo il 63% delle donne intervistate dichiara di avere un reddito personale, a fronte dell’ 85% fra gli uomini. Fra queste, tuttavia, le donne laureate residenti al Nord, Nord-Est, fra i 25 e i 44 anni, hanno il più alto inserimento nel mondo del lavoro (circa il 79%).

Si conferma al riguardo il persistente divario fra Nord e Sud: al Sud, infatti, solo il 54% delle donne campione dichiara di avere un reddito personale. Altro dato interessante è che, fra le donne che dichiarano di vivere in coppia e di avere un reddito personale, circa il 60% di quelle fra i 35 e i 44 anni (la fascia d’età che soffre di più il problema di conciliazione famiglia-lavoro) dichiara di avere un reddito inferiore a quello del partner. E il dato è ancora più significativo, se si osserva che persiste anche fra le laureate.

Tutto ciò conferma la complessità di una pianificazione orientata alla donna, non solo sul versante economico, ma anche sul versante di emancipazione personale: un contesto sociale come quello italiano, che continua a premiare gli uomini al lavoro e a mantenere ancora ampio il divario di retribuzione fra uomini e donne (il cosiddetto gender pay gap) rende più difficile il processo di autonomia finanziaria della donna, che è prima di tutto un processo di consapevolezza.

Altro aspetto da considerare riguarda il tenore di vita: anche qui i dati ci sono di supporto, per capire in che direzione orientare il lavoro del consulente finanziario. Solo il 50% delle donne intervistate dichiara infatti di avere una buona conoscenza della propria situazione economico-finanziaria, a fronte di un 68% di uomini: la media sale al 60% fra le donne laureate tra i 25 e i 44 anni. Le donne in coppia e con figli, invece, dichiarano di essere poco o per nulla informate in merito.

Nel rapporto con il consulente finanziario, le giovani donne laureate si confermano ancora una volta un target interessante, perché più degli uomini sono disponibili a ricevere consulenze da esperti (il 20% di donne fra i 25 e i 44 anni, a fronte di un 13% di uomini) o anche a confrontarsi con conoscenti su temi di natura finanziaria (il 26% a fronte di un 18% di uomini).

Ma che cosa intende una donna con il concetto di “risparmio”? Circa il 23% del campione associa il concetto di risparmio al bisogno di prevenire imprevisti e, quindi, al bisogno di sicurezza: è un quadro che conferma una situazione socio-culturale ancora in fase di sviluppo, in cui la donna, che continua ad avere un minor accesso al mondo del lavoro e, quando lo ottiene, ha spesso una retribuzione inferiore rispetto a quella di un uomo, si trova a fare i conti con paure e insicurezze che rischiano di incidere sulla capacità di prendere decisioni lungimiranti ed efficaci per il suo futuro.

Mi piace concludere questo articolo con le parole di Virginia Woolf: “Avete idea di quanti libri si scrivono sulle donne in un anno? Avete idea di quanti sono scritti da uomini? Sapete di essere l'animale forse più discusso dell'universo?” È tempo che siano le donne a scrivere di se stesse e a occuparsi direttamente della propria vita, anche gestendo di persona (con l’aiuto del loro consulente finanziario) i propri soldi.