Tre azioni per il cambiamento: i benefici per il nostro futuro

Tre azioni per il cambiamento: i benefici per il nostro futuro

L’unico motivo per cui il riscaldamento globale sembra inarrestabile è che non abbiamo ancora provato a fermarlo (G. Easterbrook)

Ormai è un fatto consolidato: l’attenzione ai cambiamenti climatici e agli investimenti sostenibili non ha soltanto una motivazione etica, ma è guidata anche da valutazioni finanziarie, economiche e qualitative, soprattutto con un’ottica di medio-lungo periodo. Negli ultimi anni, per esempio, la società At&T, una compagnia telefonica statunitense, ha speso circa 874 milioni di dollari per danni causati alle sue infrastrutture da catastrofi naturali ricollegabili ai cambiamenti climatici. La compagnia di riassicurazione, Swiss Re, ha registrato un aumento molto consistente dei pagamenti per danni causati da eventi meteorologici estremi.

Questo significa che, se non si compiono azioni mirate per limitare i cambiamenti climatici, i danni potenziali all’economia e alle aziende cresceranno sempre più. Molte aziende si stanno muovendo per organizzare il proprio business in linea con i criteri ESG e ridurre le emissioni di carbonio derivanti dalle loro attività, ma – secondo quanto rivelano vari rapporti dell’Onu e in base a quanto indicato nel grafico della pagina precedente – la riduzione delle emissioni dovrebbe essere del 45% dai livelli attuali entro il 2030 e del 100% entro il 2050. Obiettivi molto ambiziosi e di là dall’essere ancora lontanamente raggiunti.

A tal riguardo, è doveroso pensare in un’ottica di risoluzione del problema su vasta scala, impiegando contemporaneamente una serie di azioni di mitigazione del rischio globale da parte delle aziende. Secondo Andrew Winston, esperto internazionale di affari e sostenibilità, fondatore della Winston Eco-Strategies, le azioni necessarie sono 3:

  • chiedere ai governi politiche climatiche aggressive;

 

  • favorire clienti, fornitori e dipendenti a guidare il cambiamento;

 

  • ripensare agli investimenti e al modello di business per ridurre rifiuti e carbonio.

 

L’idea di fondo alla base di queste proposte è quella di estendere gli interessi rilevanti per un’azienda oltre il semplice profitto degli azionisti e oltre il breve periodo.

Ma perché un’azienda dovrebbe impegnarsi in queste 3 azioni così difficili e potenzialmente rischiose? I motivi sono due, uno macro-sociale, l’altro microeconomico. Il primo è semplice: le aziende hanno bisogno di persone sane e di un pianeta vitale per esistere. Il secondo è altrettanto importante ma spesso trascurato: clienti e dipendenti infatti hanno standard sempre più elevati nello scegliere prodotti di consumo e nel selezionare le aziende in cui lavorare.

I clienti richiedono ogni anno maggiori prestazioni legate alla sostenibilità; i consumatori sono alla ricerca di marchi sostenibili e i sondaggi internazionali condotti da Deloitte mostrano che fino all’80% dei Millennial – che rappresentano il 75% della forza lavoro da qui a i prossimi cinque anni – ritiene che il successo di un’azienda debba essere misurato in termini non finanziari. Inoltre, nove membri su 10 della Generazione Z ritengono che le aziende hanno la responsabilità di affrontare le tematiche ambientali e sociali.

Per fare esempi di grandi aziende, i dipendenti di Google, attraverso appelli pubblici e privati, hanno chiesto ai loro dirigenti di tagliare ogni legame con chi nega i cambiamenti climatici. In Amazon, oltre 8.700 lavoratori hanno firmato una lettera aperta al CEO Jeff Bezos con un elenco di richieste, fra cui un piano per arrivare alle emissioni zero e l’eliminazione di donazioni a quei governi che negano i cambiamenti climatici. Di certo, i loro sforzi hanno sortito effetti, tanto che Bezos si è impegnato pubblicamente a ridurre a zero le emissione di carbonio entro il 2040 e ha acquistato 100.000 veicoli elettrici per la sua azienda.

Questi sono solo alcuni esempi famosi di ciò che si sta muovendo in giro per il mondo e che può avere effetti non solo sulle coscienze, ma anche sui portafogli delle persone e delle aziende.