Mozart risorto: una nuova visione di sé e dei mercati finanziari al tempo del Covid-19

Mozart risorto: una nuova visione di sé e dei mercati finanziari al tempo del Covid-19

“Tu, Mozart, sei Dio senza saperlo. Al posto di tanto orrore, morte e falsità, non si potrebbe desiderare ciò che, al pari di queste nuvole, riunisce in sé la bellezza la purezza e l’eternità?” (N. Berberova) 

Il periodo di quarantena continua per tutti. E, mentre ci ritroviamo a casa per la maggior parte delle nostre giornate, le scelte dei nostri governi, delle banche centrali e l’evoluzione del virus Covid-19 detta il ritmo delle nostre vite in questa fase di incertezza. Continua così il mio approfondimento su ciò che ci sta accadendo, mantenendo sempre uno sguardo ai mercati finanziari, ma non solo. Perché i vari aspetti della nostra vita non sono slegati fra loro ed è importante avere un quadro d’insieme e una visione completa.

Uno studio di McKinsey ha analizzato l’impatto economico del Coronavirus a livello globale, proponendo 3 scenari possibili, sulla base delle precedenti emergenze e della loro esperienza nel settore. Ciò che è evidente è che l’evolversi della pandemia è incerto: secondo McKinsey, la narrazione prevalente attorno al virus, assunta sia dai mercati che dai governi, sottostima la possibilità di un risultato più ottimista.
Nel grafico allegato, si vede come il Covid-19 sia più contagioso dell’influenza stagionale (per ogni infetto, l’influenza normale porta il contagio a 1,2-1,4 persone; mentre il Covid-19 porta a un contagio maggiore, stimato fra 1,6 – 2 persone per contagiato), ma è molto meno contagioso della poliomielite o del morbillo, measles, che superano i 4 contagiati per ogni infetto – e questo ormai è un dato accertato.

Ciò che ancora non è chiarito, per esempio, è la stagionalità, cioè se è vero che nei paesi dell’emisfero settentrionale il virus si placa con l’avanzare della primavera, e la trasmissione asintomatica, che ancora non è provata. In Cina, le misure di contenimento hanno portato grandi benefici in termini di abbattimento di numero di nuovi contagiati, come si vede dal secondo grafico allegato.

Ma qual è l’impatto economico di questa situazione di emergenza? McKinsey propone 3 scenari:

  1. Recupero rapido: in questo scenario, i contagi crescono, ma se ciò provoca inevitabilmente una forte reazione pubblica e un calo della domanda, altri paesi sono in grado di ottenere lo stesso rapido controllo visto in Cina, in modo che il picco di preoccupazione pubblica arrivi relativamente presto (entro una o due settimane). Secondo il modello sviluppato in collaborazione con Oxford Economics, la crescita del PIL globale per il 2020 scende dalle precedenti stime di consenso di circa il 2,5% a circa il 2,0%;
  2. Rallentamento globale: in questo scenario, la maggior parte dei paesi non è in grado di ottenere lo stesso rapido controllo gestito dalla Cina. Lo shock della domanda che ne deriva taglia della metà la crescita del PIL globale per il 2020, tra l'1 e l'1,5%, e trascina l'economia globale in un rallentamento, sebbene non in una recessione;
  3. Pandemia e recessione globale: Questo scenario si traduce in una recessione, con una crescita globale nel 2020 compresa tra –1,5% e 0,5%

McKinsey, pur non prendendo posizione esplicita, attraverso i suoi suggerimenti alle aziende su come intervenire nell’emergenza, mostra di prediligere il primo scenario di recupero rapido.

In conclusione, inserisco una breve riflessione personale che mi è stata sollecitata dalla lettura di una breve raccolta di racconti di Nina Berberova, “La resurrezione di Mozart”. Nel racconto che dà il titolo alla raccolta, ambientato nei primi giorni di giugno del 1940 a 100 chilometri da Parigi, nella casa di campagna della famiglia Suskov, fra i numerosi sfollati che vi trovano rifugio, arriva anche un insolito personaggio che la signora Suskov pensa sia un musicista (o forse, una spia?) e che sembra l’avveramento del suo desiderio di far risorgere il grande musicista Mozart. “Aveva preso questa decisione solo perché a questo nome era associato nella sua mente un che di elevato, trasparente ed eterno, tanto prezioso per un uomo quanto la felicità.”

E in giorni come questi, è bello poter pensare a una figura, un pensiero, un’idea che siano per noi quanto la felicità, e dare un senso nuovo a ciò che ci riguarda da vicino, per trovare non solo sollievo ma un valore fondante per la nostra vita, che ci accompagni anche oltre i momenti di emergenza.

In situazioni di emergenza, è facile perdere di vista il proprio senso di sé e aumentare il livello di stress, e ciò rischia di ripercuotersi sul proprio modo di vivere, di lavorare e di comunicare con gli altri. Ma, come sostiene Amy Cuddy in un suo Ted Talk, mantenere la propria presenza, restare presenti a se stess*, significa mantenere fiducia in sé anche attraverso il proprio corpo. Amy Cuddy parla di una power pose, una posizione da assumere in certi momenti (magari in alcuni frangenti di queste giornate ristrette, chiuse, costrette) per riacquistare energia, e per accrescere il più possibile la connessione profonda con il senso di sé.

Una posizione che, in termini pratici, è in grado di aumentare il testosterone e ridurre il cortisolo, l’ormone dello stress. Una posizione che va assunta privatamente, senza altri intorno, e che può essere una posizione di meditazione, di yoga o di bioenergetica– quella più adatta per ciascuno e che è in grado di riconquistarci a quel senso di unione e di equilibrio fra l’idea di noi stess* e ciò che il nostro corpo comunica all’esterno. Non sarà come avere di fronte a sé Mozart risorto, ma avrà sicuramente un effetto benefico quanto la felicità.