Analisi dei dati e nuovo welfare: la sfida per la consulenza finanziaria

Analisi dei dati e nuovo welfare: la sfida per la consulenza finanziaria

"Nella vita niente deve essere temuto, ma solo capito. Ora è tempo di capire di più, in modo da temere di meno" (Marie Curie)

La nostra vita di queste settimane è ormai scandita quotidianamente da notizie e aggiornamenti relativi al Covid-19: il numero dei contagi (che cresce o che scende), il numero dei decessi e dei guariti (sempre di più, per fortuna), la durata delle misure di contenimento in Italia e all’estero, notizie sulle pratiche più virtuose per coniugare insieme vita al chiuso, lavoro a distanza e convivenza con gli altri familiari, notizie di assalti ai supermercati ma anche di gesti di grande generosità, la Borsa che sale, la Borsa che scende. Questi sono gli argomenti che ci accompagnano quotidianamente.

Come fare un po’ di ordine in tutto ciò? Ma soprattutto, perché è utile fare ordine? L’approccio scientifico all’analisi dei dati è un’attività molto impegnativa, che richiede tempo, metodo e disciplina, ma soprattutto una mente aperta e libera da pregiudizi. Quindi, come fare ordine – attraverso la selezione delle fonti da cui prendiamo informazioni: si tratta di un’attività fondamentale che può preservarci dallo stato di assedio mediatico a cui siamo sottoposti ultimamente.

Perché fare ordine – perché è davvero una pratica “salutare”, che ci aiuta a restare obiettivi, e ci permette di osservare la situazione che viviamo, andando oltre il momento contingente. L’analisi dei dati in questo frangente di emergenza riguarda più settori: il settore sanitario, il settore finanziario e quello macro e micro economico, il settore sociale. La prospettiva da cui analizziamo i dati può fare la differenza anche rispetto alle soluzioni e agli scenari possibili che stanno al di là della risoluzione di breve periodo (o meglio, dell’immediato).

Ciò di cui si occupa la consulenza finanziaria è fornire gli strumenti agli individui (ma, in un contesto del genere, anche al sistema sociale nel suo insieme) non solo per far fronte all’emergenza, ma anche per prevenire l’emergenza. Un po’ come avviene nella costruzione di un welfare in cui il sistema sanitario e la rete sociale funzionano anche nelle emergenze, anche la consulenza finanziaria costruisce (o almeno, ha fra i suoi obiettivi quello di costruire) un sistema di tutela per gli individui, ma soprattutto una cultura di tutela finanziaria.

E che dietro i dati, i numeri e le cifre ci siano persone, vite e progetti lo stiamo vedendo tutti ogni giorno. Quando si parla di disoccupazione, di aziende chiuse, di numero di contagiati e di morti, parliamo delle nostre vite e di quelle dei nostri cari. In che modo la consulenza finanziaria può essere di aiuto nella costruzione di uno stato sociale più inclusivo, incentrato sui diritti e le pari opportunità dei vari strati sociali, generazionali e di genere? Lo stato sociale classico, affidato alla redistribuzione, sta dimostrando i suoi limiti. Ne abbiamo un esempio in queste settimane: con l’introduzione del concetto di permanent austerity e soprattutto dopo la crisi del 2008, il welfare state tradizionale è andato sempre più sotto pressione a causa dell’invecchiamento della popolazione, che ha aumentato i costi del servizio sanitario, ma non la sua efficienza. L’effetto di tutto ciò è sotto gli occhi di tutti.

L’economista Mariana Mazzucato parla di cambio di paradigma per gli Stati e le istituzioni finanziarie. La sfida è aperta.

In che modo il consulente finanziario può interpretare in questo momento il proprio ruolo di mediatore fra le necessità degli individui e la ricostruzione economica e finanziaria, attesa dopo questa fase di emergenza? L’obiettivo di questa rubrica è di condividere informazioni che non solo aiutino a fare quanto più possibile chiarezza sulla situazione che stiamo vivendo (prevalentemente a livello economico e finanziario, visto il mio ruolo di consulente finanziario, ma non solo) ma anche a dare un supporto che ci permetta di guardare oltre l’immediato, di ricostruire e ridefinire il nostro futuro individuale e sociale.