Oltre il coronavirus: 5 azioni per ridisegnare il futuro

Oltre il coronavirus: 5 azioni per ridisegnare il futuro

"Quando è in atto una crisi, la responsabilità non fa che accrescere l'impotenza. Alla fine ci si trova costretti ad agire proprio sui problemi e nelle condizioni meno favorevoli.” (H. Kissinger)

Di questo periodo che stiamo vivendo a causa del Covid-19 l’unica certezza è che le nostre vite sono e saranno segnate da uno spartiacque: pre-coronavirus e post-coronavirus, un po’ come è accaduto dopo l’attentato alle Torri Gemelle negli USA, quando il nostro modo di viaggiare e di stare nei luoghi aperti è stato trasformato da quell’episodio. In questo caso, i fronti coinvolti dall’emergenza sono vari – quello sanitario, quello economico e finanziario, quello sociale, quello privato.

Dopo la quarantena, è opportuno tuttavia porsi la domanda su come ristrutturare il futuro e l’ordine economico e sociale in cui le imprese e le persone hanno operato tradizionalmente. In quale realtà ci troveremo da qui in avanti e in che modo possiamo agire per adattare il nostro modo di pensare e vivere a essa, una volta finita l’emergenza? Alcuni studiosi riuniti da McKinsey&C. hanno dato la loro personale visione, proponendo 5 azioni chiave, che ho deciso di riepilogare di seguito, perché rappresentano un processo di graduale adeguamento alla nostra nuova realtà.

Queste 5 tappe sono considerate nello studio le tappe fondamentali che i leader a livello globale dovrebbero seguire per costruire un’economia e uno sviluppo sostenibili da qui in avanti.

  • RISOLUZIONE: In quasi tutti i paesi nel mondo, gli sforzi di risposta alle crisi sono stati in piena azione negli ultimi mesi. I sistemi sanitari sono stati in assetto di emergenza (e in alcune nazioni lo sono ancora) – alcuni dicono, in assetto di guerra – per aumentare la loro capacità di letti, forniture e lavoratori addestrati. I piani di continuità aziendale e di sicurezza dei dipendenti sono stati intensificati, con il lavoro da remoto divenuto ormai una modalità operativa diffusa. Molte aziende hanno avuto e hanno a che fare con acuti rallentamenti delle loro attività, mentre altre hanno accelerato la produzion per soddisfare la domanda in settori chiave (soprattutto durante la quarantena), come quello del cibo e dei dispositivi medici. Le scuole e i servizi educativi si sono spostati online per offrire opportunità di apprendimento, mentre le aule fisiche sono rimaste chiuse a lungo - in Italia, in particolare, la riapertura delle scuole è stata rinviata  a settembre. Questo è il palcoscenico su cui i leader sono stati e sono ancora concentrati, ma appare evidente a tutti che la continua oscillazione tra tenere chiuso e aprire lascia la popolazione in uno stato di attesa e incertezza che non possono protrarsi a lungo. Per questo è importante risolvere questa fase.
  • RESILIENZA: La pandemia si è trasformata in una crisi per l'economia e il sistema finanziario. Il forte rallentamento dell'attività economica, necessario per proteggere la salute pubblica, ha messo contemporaneamente a repentaglio il benessere economico di cittadini e istituzioni. Di fronte a queste sfide, la resilienza è una necessità vitale. Passata l’emergenza, le aziende dovranno agire su piani di resilienza più ampi: gran parte della popolazione sperimenterà infatti incertezza e stress finanziario personale. I leader del settore pubblico, privato e sociale dovranno prendere decisioni difficili "attraverso il ciclo" che bilancino la sostenibilità economica e sociale.
  • RITORNO: Riportare le imprese alla salute operativa dopo un grave arresto è estremamente impegnativo, come la Cina sta riscontrando, anche se lentamente è tornata operativa prima del resto del mondo. Ad aggravare la sfida, l'inverno porterà una rinnovata crisi per molti paesi. Il ritorno potrebbe quindi richiedere l'utilizzo del "cessate il fuoco" temporaneo in quelle aree dell’emisfero settentrionale in cui ci sarà l’estate per espandere le capacità di test e sorveglianza, la capacità del sistema sanitario e lo sviluppo di vaccini e cure per affrontare un’eventuale seconda ondata.
  • RE-IMMAGINAZIONE: Uno shock di questa portata creerà uno spostamento discontinuo nelle preferenze e nelle aspettative degli individui come cittadini, come dipendenti e come consumatori. Questi cambiamenti e il loro impatto su come viviamo, su come lavoriamo e su come utilizziamo la tecnologia sono già emersi. Le istituzioni in grado di reinventarsi potranno trarre il massimo da una migliore comprensione e lungimiranza, man mano che le preferenze si evolvono, e avranno un successo sproporzionato. Chiaramente, il mondo online del commercio è stato e sarà rafforzato. La crisi infatti ha rivelato non solo le vulnerabilità ma anche le opportunità per migliorare le prestazioni delle imprese.
  • RIFORMA: È probabile che i governi si sentano incoraggiati e sostenuti dai loro cittadini per assumere un ruolo più attivo nella definizione dell'attività economica. I leader aziendali devono anticipare cambiamenti delle politiche e dei regolamenti sostenuti dalla popolazione mentre la società cerca di evitare, mitigare e prevenire una futura crisi sanitaria del tipo che stiamo vivendo oggi. Nella maggior parte delle economie, il sistema sanitario è cambiato poco dalla sua creazione dopo la seconda guerra mondiale. Gli approcci al sistema sanitario dovranno ripensare la velocità e il coordinamento globale con cui reagire.

Queste le linee guida dello studio McKinsey. In conclusione, restano valide quindi le parole di Mariana Mazzucato, secondo la quale è davvero il tempo per l’economia globale e gli Stati avanzati per un cambio di paradigma.